Anita Camarella & Davide Facchini – Acoustic (2015)

 

Anita Camarella & Davide Facchini
Acoustic
www.anitadavideduo.com

Anita Camarella e Davide Facchini festeggiano quindici anni di sodalizio artistico, che in seguito è anche diventato condivisione di vita, e lo fanno nel modo migliore per due musicisti ovvero andando a scartabellare nell’archivio delle proprie incisioni per scegliere quei brani ritenuti i capisaldi temporali della loro evoluzione artistica e condensarli in un piccolo grande album, dal titolo Acoutic, disco che farà la gioia di chi, in tutti questi anni, ha imparato ad apprezzare le loro speciali caratteristiche umane e professionali. Anita e Davide negli Stati Uniti e in altre nazioni in giro per il mondo vengono regolarmente programmati dalle radio (come sempre in Italia siamo parecchio distratti) e si sono esibiti, nei frequenti viaggi in America, con musicisti di altissimo ceto ma non hanno perso la loro modestia e disponibilità nonostante la consapevolezza di possedere qualità tecniche al di sopra della media.

Anita è dotata di una voce straordinaria, un dono della natura, protetta nel tempo da inutili usure e allenata attraverso il duro studio e la pratica della musica antica, una scuola che le permette di giocare con la canzone pop a proprio piacimento, e lo fa in modo assolutamente naturale, senza mai andare in difficoltà, nonostante le vette altissime raggiunte; mi piace accostarla alla grande Eva Cassidy, se possibile con basi tecniche ancor più solide, per questo forse la amano in America.

Davide è un virtuoso della chitarra (proviene dal blues acustico) arpeggia, sperimenta, gioca con le corde e nella canzone, grazie al suo preciso fingerstyle, crea un a vera orchestra che si colloca sempre sotto la voce di Anita, lo fa in modo discreto ritagliandosi pochi spazi in cui dimostrare quanto è bravo ma è un pilastro portante della meravigliosa “casa della musica” chiamata Famiglia Canterina.

Acoustic è un titolo self explainig, niente trucchi, come peraltro si ha modo di verificare nei loro strepitosi concerti, solo voce, chitarra un po’ di loop station per giocare con la voce e alcuni lievi inserti di dobro, pedal steel e cello aggiunti dall’ottimo Paolo Ercoli, un altro artista virtuoso, però del suono slide. Il disco contiene nove canzoni che nonostante provengano, come detto, da periodi diversi non soffrono di disomogeneità anzi paiono registrate tutte insieme.

Otto cover variegate nel genere e nel tempo ed un bello strumentale, Hotel Tunisi, composto da Facchini, non serve descriverle in quanto accostarsi, ascoltare e sostenere è doveroso.

Acoustic è un bel lavoro, delicato e di classe.

Little Green (Joni Mitchell)

Foggy dew – live (Irish trad.)

Blackbird – live (Paul McCartney)

A felicidade (A. Carlos Jobim)

Up from the skies (Jimi Hendrix)

Hotel Tunisi (Davide Facchini)

A la porte – live ((trad. of XIV century)

You’ve got a friend (Carole King)

Lullaby baby blues (Kevin Moore)

 

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